OneSkyFriends: non solo scie-nza!

venerdì, 06 giugno 2008

Discorso di Robert Kennedy, 18 marzo 1968, Università del Kansas

"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani."

Robert Kennedy  (20 novembre 1925 – 6 giugno 1968)

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categorie: economia, attualità
venerdì, 02 maggio 2008

Contro le iniezioni di solfati nella troposfera

Fonte: lescienze.espresso.repubblica.it (28 aprile 2008)

Uno studio del NCAR degli Stati Uniti

Sebbene il cambiamento climatico sia una minaccia enorme, occorre molta più ricerca prima che si possa tentare una soluzione geo-ingeneristica globale.


Un’idea molto discussa nella comunità scientifica per combattere il riscaldamento globale consiste nell’iniettare particelle di solfati nella stratosfera. Ora una ricerca diretta da Simone Tilmes del National Center for Atmospheric Research (NCAR) degli Stati Uniti, mette in guardia dai pericoli di una simile operazione, che potrebbe ritardare di decenni il recupero del buco dell’ozono sopra l’Antartico e determinare una significativa perdita di ozono sopra l’Artico.

"I dati che abbiamo raccolto indicano che il tentativo di raffreddare artificialmente il pianeta avrebbe pericolosi effetti collaterali”, ha spiegato Tilmes, che firma un articolo su “Science Express”. "Sebbene il cambiamento climatico sia una minaccia enorme, occorre molta più ricerca prima che si possa tentare una soluzione geoingeneristica globale."

Questo tipo di soluzione, che dovrebbe accompagnare la riduzione delle emissioni di gas serra, è stata avanzata recentemente dal Premio Nobel Paul Crutzen: le particelle di solfati dovrebbero in essere in grado di bloccare parte della radiazione solare nella stratosfera, così come si è verificato nel corso di gigantesche eruzioni vulcaniche nel passato della Terra che hanno determinato una riduzione significativa delle temperature della superficie.

Proprio perché le eruzioni vulcaniche possono temporaneamente assottigliare lo strato di ozono della stratosfera, Tilmes e colleghi hanno valutato il potenziale impatto dei piani di geo-ingegneria sui poli: i solfati prodotti dai vulcani forniscono una superficie sulla quale gli ioni del cloro nella fredda stratosfera inferiore polare possono attivarsi e determinare reazioni chimiche in grado di intensificare il processo di distruzione delle molecole di ozono. (fc)

***

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domenica, 20 aprile 2008

Hercules and Love Affair - Blind


As a child, I knew
That the stars could only get brighter
And we would get closer
Get closer
Oooooh

As a child, I knew
That the stars could only get brighter
That we would get closer
Get closer
Leaving this darkness
Behind

Mmmm-mmmm
Oooooooh

Now that I’m older
The stars should lie upon my face
When I find myself alone
Find myself alone
Oooooh

Now that I’m older
The stars should lie upon my face
And when I find myself alone
I feel like I
I am blind

Feel it
Feel it
Feel it
Feel it
Like I am blind
I am blind

I wish the stars could shine now
For they are closer
They are near
But they will not present my present
They will not present my present

I wish the light could shine now
For it is closer
It is near
But it will not present my present
It makes my past and future painfully clear

To hear you now
To see you now
I can look outside myself
And I must examine my breath and look inside
Ooooooh

To see you now
To hear you now
I can look outside myself
And I must examine my breath and look inside
Because I feel blind
Because I feel blind

I feel it
I feel it
I feel it
Like I
Like I’m blind
Ooooooh
The movie will
Mmmm, and feel it
Oooooh, I feel it
Feel it

 

Antony Hegarty

Hercules and Love Affair


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mercoledì, 16 aprile 2008

L'Italia vista dall'estero

Segnalazione di luogocomune.net

In Italia il reato paga, e ti può portare in parlamento

Tracy Wilkinson, Los Angeles Times, April 13, 2008

Quando voteranno in questo weekend, gli italiani potranno scegliere fra una vasta gamma di condannati, oppure la solita ballerina a go-go della TV. Per non parlare di amici personali, parenti e in un caso anche del massaggiatore personale dei leader di partito che mettono insieme i loro possibili governi.

I reati in questo paese non ti impediscono di candidarti, né sembra necessario avere delle qualifiche effettive per farlo.

La campagna elettorale per eleggere il sessantaduesimo governo in 63 anni ha messo in luce la lunga lista di problemi irrisolti che penalizzano il paese, impediscono importanti cambiamenti, e sminuiscono quella che una volta era una favolosa icona culturale.

Uno splendido paese romantico, fatto di panorami di ulivi e di antiche piazze di ciottolato, noto per il suo cibo, la sua moda e la bella apparenza, l’Italia è oggi un paese pervaso dalla corruzione, dalla crisi economica, dalla stanchezza politica e dall’impunità rampante, con un livello di vita che sta declinando rapidamente. L’inflazione è fra le più alte dell’Europa occidentale, la crescita economica la più bassa. Quantità sempre maggiori di persone denunciano di non essersi mai sentite così povere.

Lavorare in Italia è un’esperienza torbida e frustrante, a meno di appartenere alla Mafia, l’industria numero uno oggi in Italia, che secondo la Confindustria rappresenta il 7% del prodotto nazionale lordo.

Il sistema giudiziario non funziona quasi mai. Le cause possono languire non per anni, ma per decenni. I parlamentari italiani sono i più pagati di tutta Europa, ma secondo molta gente sono i meno efficaci, una elite intenta a replicare se stessa, che sembra diabolicamente intenzionata a portare a fondo il paese insieme a loro.

Con la sua tradizione politica bizantina e decadente, l’Italia è giunta a un punto di non ritorno - ha detto il sociologo Luca Ricolfi, autore della critica intitolata “L’arte del non governo”.

Impossibilità di attribuire responsabilità taglia alla radice ogni intento di dovere civico. E nessuno può illudersi che delle elezioni politiche possano cambiare le cose dall’oggi al domani.

L’uomo che in questo momento è in testa agli exit-poll, Silvio Berlusconi, è un chiassoso industriale miliardario che a 71 anni sta per diventare primo ministro per la terza volta. Per quanto abbia introdotto una certa stabilità, è accusato da più parti di governare allo scopo di arricchire se stesso, il suo impero mediatico e i suoi compari.

Berlusconi guida una lista che include il suo massaggiatore e un fascista irriducibile, come molte donne di centro destra che Berlusconi ha definito la settimana scorsa “sicuramente più carine” di quelle di sinistra. Fra di loro c’è anche una voluttuosa ballerina che normalmente appare in abiti succinti sulle sue reti nazionali.

Il suo maggiore antagonista è Walter Veltroni, popolare sindaco di Roma ed ex-comunista che ha cercato di riproporsi come fonte di cambiamento, nonostante i decenni passati in politica. Veltroni è alla guida di un raggruppamento informale della notoriamente frastagliata coalizione dei partiti di sinistra e di centro sinistra.

L’entusiasmo fra gli elettori è penosamente basso. Gli ascolti televisivi dei recenti interventi di Berlusconi e Veltroni sono stati frantumati dall’ennesima riedizione di un poliziesco italiano.

Gli italiani hanno assistito al naufragio di un governo dopo l’altro: dal disperato e maldestro tentativo di vendere la compagnia aerea nazionale, alla crisi della spazzatura alimentata dalla Mafia, che ha sepolto il sud e rovinato le riserve della famosa mozzarella locale, alla prematura caduta del governo uscente dovuta ad un singolo politico rimasto impigliato in faccende di corruzione dopo l’arresto della moglie.

Gli italiani si arrabbiano per questa situazione, ma la rabbia non porta automaticamente al cambiamento. Vi sono molti motivi per questo, compreso l’importanza che si dà alla priorità regionali rispetto alla coscienza nazionale, la fiducia cieca nella famiglia soltanto, ma non nelle autorità, il ruolo palliativo dell’ancora imperante Chiesa cattolica. Nonostante tutte le lamentele, gli italiani fino poco tempo fa non se la passavano nemmeno tanto male.

La reazione è quindi di rassegnazione, apatia e impotenza. Gli elettori italiani sentono di non aver una vera scelta e sanno che il governo non porterà loro alcun beneficio, e questo allontana molti di loro da un ruolo attivo nella democrazia. Una classe dominante corrotta, con chiari interessi nel mantenimento dello status quo, blocca ogni riforma effettiva.

“Questo è un sistema che sfrutta gli italiani, che succhia le migliori energie del paese, che impedisce alla meritocrazia di crescere, e obbliga chiunque ad adattarsi alle regole del gioco - dice Alexander Stille, un accademico specializzato in questioni italiane - l’Italia è sempre stato un paese in cui la gente pensa che a meno di frodare o infrangere le regole il destino è contro di te”.

Lo scorso anno, un libro per la prima volta ha messo nero su bianco la corruzione ufficiale a lungo nascosta. "La Casta" è divenuto un bestseller ed ha aperto un dibattito che ha coinvolto la nazione per mesi. Il termine casta è diventato parte del lessico nazionale ed è ora utilizzato universalmente per descrivere una elite politica indolente e straviziata.

Tra le esasperanti rivelazioni del libro:

- i membri del Parlamento italiano lo scorso anno hanno intascato i più alti stipendi in Europa (di oltre il 50% superiori a quelli dei loro colleghi britannici, tedeschi e francesi).

- il Parlamento italiano costa più di qualunque altro in Europa - 10 volte più di quello spagnolo. Nella scorsa legislatura, 16 legislatori hanno ricevuto condanne (e sono rimasti al loro posto) e un'altra decina avevano processi in corso.

- "E' impossibile cambiare la situazione finchè le persone sono le stesse" afferma Sergio Rizzo, un giornalista e coautore di "La Casta" col collega Gian Antonio Stella. Sull'onda del malcontento, l'irriverente comico Beppe Grillo ha tenuto enormi raduni lungo il paese, raccogliendo centinaia di migliaia di firme per chiedere un limite di due legislature per i parlamentari e l'espulsione dei condannati dal loro posto. Ha evitato i tradizionali media televisivi e la stampa (sostiene siano controllati da interessi particolari) ed ha utilizzato Internet e la parola verbale per rivolgersi in particolare ai giovani. Oggi Grillo è parte di un vero movimento, e schiera anche candidati locali.

Gli italiani hanno tollerato il loro rancido sistema politico, [Grillo] afferma, essenzialmente come dei sonnambuli.

"Facciamo leggi sull'economia, ma non c'è economia", ha detto. "Facciamo leggi sul lavoro, e non c'è lavoro. Abbiamo una costituzione che nessuno conosce. Siamo un paese che non si comporta come una nazione".

Un socievole 59enne con una testa piena di ricci argentei, Grillo è in aspro contrasto con i politici italiani, che sfoggiano vestiti di marca e trucco perfetto. Cacciato informalmente dalla tv per il suo stile non-si-fanno-prigioneri, Grillo ha lanciato una campagna sollecitando l'Unione Europea a non inviare più fondi pubblici in Italia, che secondo lui il governo ruba o dilapida. In seguito, ha invitato la Germania ad invadere l'Italia per salvarla.

Per un momento, c'è stato un barlume di speranza che la rabbia popolare si sarebbe affermata in qualcosa di più catalitico.

Ma poi ad inizio anno il governo del primo ministro Romano Prodi è collassato in un dispetto di politici insignificanti, 20 mesi su un termine di 5 anni e prima che passasse una legge per riformare il sistema elettorale. Senza cambi ad un sistema pieno di difetti, gran parte degli analisti concordano, il paese è condannato ad un altro turno di leader politici incontentabili dediti alla lotta per il potere soffocando così riforme creative.

Tra i vari difetti, il sistema elettorale corrente dà un'influenza sproporzionata ai piccoli partiti, alcuni formati da non più di una singola persona con un po' di soldi. E' stato uno di questi partiti-persona a buttar giù il governo; un partito persino più piccolo, guidato da un politico di nome Pizza, ha quasi mandato a monte le elezioni del weekend quando ha scatenato un putiferio per l'utilizzo del simbolo del proprio partito.

Gli italiani vivono nel loro caotico sistema politico da generazioni.

L'indignazione è ora forte, tuttavia, poichè molti qui si aspettavano miglioramenti dopo la fine della Guerra Fredda e dopo che uno scandalo di corruzione nei primi anni 90 scosse l'establishment politico.

Invece, hanno avuto un cavalier Berlusconi e, dopo di lui, un sonnacchioso Prodi. La realizzazione che i problemi vanno oltre un singolo partito o leader è infine arrivata.

"Ci vorranno circa 10 anni per cambiare questa classe politica", ha detto Ricolfi, il sociologo. "Ma il problema è che entro 10 anni saremo affondati così in basso che non riusciremo a venirne fuori di nuovo. Sarà troppo tardi, fine della storia".


Questo è il link originale.

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domenica, 06 aprile 2008

Caparezza - Eroe

Piacere / Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il Muratore e mi spacco le nocche
da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un Chopper
invece io passo la notte in un Bar Karaoke
se vuoi mi trovi lì / tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio Sangue
un soggetto perfetto per Brahm Stoker
TU
che ne sai della vita degli Operai
io stringo sulle spese / Goodbye Macellai
non ho salvadanai da Sceicco del Dubhai
mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a Snai
io sono il pane per gli usurai ma li respingo
non faccio l’Al Pacino / non mi faccio di Pachinko
non gratto / non vinco / non trinco / nelle sale Bingo
man mano mi convinco

che io sono un Eroe
perchè lotto tutte le ore
sono un Eroe
perchè combatto per la pensione
sono un Eroe
perchè proteggo i miei cari / dalle mani dei Sicari / dei cravattari
sono un Eroe
perchè sopravvivo al mestiere
sono un Eroe
straordinario tutte le sere
sono un Eroe
E te lo faccio vedere
ti mostrerò cosa so fare col mio superpotere

Stipendio dimezzato / o vengo licenziato
a qualunque età io sono già fuori mercato
fossi un ex SS novantatreenne / lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera
bocca impastata come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde / vado in bianco / ed il mio conto è in Rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera ?
SU
vai / a vedere nella galera / quanti precari / sono passati ai mal’affari
quando t’affami / ti fai / nemici vari
se non ti chiami Savoia scorda i Domiciliari
finisci nelle mani di strozzini / ti cibi
di ciò che trovi se ti ostini a frugare i cestini
ne l’Uomo ragno ne Rocky ne Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei Bambini

Per far denaro ci sono più modi / potrei darmi alle frodi
e fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
c’è chi ha mollato il Conservatorio per Montecitorio
lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
io vado avanti e mi si offusca la mente
sto per impazzire come dentro un Call Center
vivo nella camera 237 / ma non farò la mia famiglia a fette
perchè sono un Eroe

http://www.myspace.com/caparezza


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venerdì, 04 aprile 2008

Certo Certo...

Come educare i figli.

Antonio Rezza: Sandrino (da Escoriandoli)


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domenica, 30 marzo 2008

GEMS (Global Environmental Micro Sensors)


Gli sviluppi tecnologici nei sistemi micro-elettro-meccanici (MEMS) e nella nanotecnologia, hanno ispirato un rivoluzionario sistema di osservazione ambientale conosciuto come sensori Mems globali/ambientali (GEMS). GEMS sono micro sonde aeree in grado di monitorare tutte le aree della Terra con risoluzione spaziale e temporale senza precedenti.

Le sonde saranno destinate a rimanere sospese nell'atmosfera per ore e giorni, effettuando misurazioni di pressione, temperatura, umidità e velocità del vento, venendo trasportate dalle correnti atmosferiche. Con un insieme di sensori modulari, le sonde potrebbero essere utilizzate per misurare parametri acustici, chimici, biologici, nucleari o altri di interesse per Agenzie di Difesa per raccolta di intelligence, conoscenza della situazione sul campo di battaglia, e monitoraggio della guerriglia urbana.

In ultima analisi, una “rete” GEMS o un “velo di protezione”, potrebbe ricoprire il Globo con sonde di diverso design, massa e dimensioni adattate a misurare una varietà di parametri.



Basate su applicazioni specifiche, le sonde saranno di dimensioni di 50-100 micron, in uno o più dimensioni e leggerezza sufficienti a non causare praticamente nessun pericolo a contatto con persone o cose. Dimensioni, massa, proporzioni, geometria, controllo di galleggiabilità e il design aerodinamico, determineranno per quanto tempo le sonde rimarranno sospese.

A seconda delle dimensioni e della forma delle sonde, il design aerodinamico basato sulla biometrica, potrebbe anche ridurre la loro velocità terminale. Molti esempi di tale concezione esistono in natura, inclusi semplici “bastoni a dente di leone” e “matasse” di reti di palloni, o anche sofisticate forme evolute come “auto-rotating samaras” (samara è un “seme alato” che ruota su se stesso quando cade, riducendo in tal modo la velocità della dispersione e aumentando la distanza una volta trasportato dal vento, n.d.r.).

La Scienza dei materiali avrà un ruolo chiave per limitare la massa della sonda e renderla potenzialmente biodegradabile o bioinerte, minimizzando così i rischi per l'ambiente, quando la sonda ricadrà dall'atmosfera. La complessità riscontrata in natura, suggerisce che la nano-biotecnologia dovrebbe essere esplorata come possibile strumento da cui creare materiali adatti per le sonde. Le caratteristiche delle cellule organiche suggeriscono “macchine” e sistemi che possono guidare il design e la funzionalità dei dispositivi e componenti in micro e nano scala.

I recenti e futuri sviluppi della Scienza dei materiali e della nanotecnologia, potrebbero spianare la strada per la progettazione e lo sviluppo di sonde ibride mutanti che letteralmente fonderebbero le scienze della vita con dispositivi meccanici non viventi, creando così “sonde parzialmente viventi”.

Queste sonde ibride sarebbero artificialmente intelligenti, e potrebbero cambiare forma svolgendo diverse funzioni usando materiali e strutture intelligenti.

[1]


Cliccare sulle immagini per ingrandire


GEMS (Global Environmental Micro Sensors) Micro sensori ambientali


Motivazione

Produrre capacità di osservazione ambientale misurate con sviluppi in modelli atmosferici.


Migliorare le osservazioni in situ di densità e distribuzione

  • Attivare nuove indagini per espandere notevolmente la comprensione del sistema terrestre

  • Calibrare telerilevamento


Descrizione concettuale

  • Sistema integrato di sonde aeree

  • Produzione notevole a basso costo per unità

  • Usa e getta”

  • Sospese in atmosfera

  • Trasportate dalle correnti ventose

  • Micro Electro Mechanical System (MEMS) e/o sensori basati sulla nanotecnologia

  • Fonte di alimentazione interna per:

        Rilevamento, geolocation, comunicazione, informatizzazione limitata

 

Potenziali strategie di distribuzione

  • Palloni ad alta quota (stratosfera)

  • Global Atmosphere-Ocean IN-situ System (GAINS)

  • StratSats (Global Aerospace NIAC phase II project


  • Rawinsonde (weather) balloons (Sep 99, Jan/Jun/Dec 01)

  • Surface release w/ positive buoyancy

  • Unattended Aerial Vehicles (UAV)

  • Applicazioni militari


  • Applicazioni civili

  • Global Universal Profiling System (GUPS);

  • Velivoli commerciali

  • Campo esperimenti


Rete mobile wireless 3D intercomunicante

  • Sonde

  • Nodi intermedi

  • Raccolta dati

  • Piattaforme remote di ricezione

[2]




Studio di fattibilità pluriennale

Insieme di palloni in super pressione a densità costante (Lagrangian drifters)

Drastica riduzione di massa, dimensioni e costo integrando micro ed eventualmente nanotecnologie.


Componenti

Materiale del pallone (sonda): (12.5-mm MylarTM GL-AE)

Attuale: 70 grammi, 40 cm. (“pallone da spiaggia”)

Obiettivo: meno di un grammo, 10 cm. (“pompelmo”)


Autoalimentazione per:

Rilevamento

Sonde con micro-sensori di qualità

Temperatura, pressione, umidità relativa, velocità (micro GPS)

Comunicazione (satelliti Iridium class)

Segnale limitato di processo/calcolo


Motivazione

Migliorare le osservazioni di densità / distribuzione in situ specialmente sui dati delle regioni oceaniche

Migliorare notevolmente l'osservazione di campagne adattive o mirate

Ricerca e missioni operative

Sinottica capacità di osservazione che abbraccia una vasta gamma della
scala spazio/tempo

Ricognizione di cicloni tropicali per ottenere misurazioni in situ, ad alta
risoluzione su domini limitati


Studio dei dati preliminari

Modelli di simulazione dinamica

Scenari meteo virtuali - ARPS (Advanced Regional Prediction System)

Distribuzione e dispersione sonde - Lagrangian particle model

Assimilazione dei dati (DA) - NCAR/PSU MM5 (Mesoscale Model v5)

Uragano Floyd (settembre 1999)


Osservazioni simulate

Sonde GEMS rilasciate da aeromobili

1140 sonde ogni 12 ore

Una al minuto durante la tipica rotta di ricognizione

Frequenza d'osservazione ogni 5 minuti

Nessun errore di misurazione o guasto strumentale

[3]


 

[1] GEMS: microsystems, nanotechnology, and environmental monitoring in the 21st century Manobianco, J.; Case, J.L.; Evans, R.J.; Short, D.A.; Pister, K.S. Bio-, Micro-, and Nanosystems, 2003. ASM Conferences Volume , Issue , 7-10 July 2003 Page(s): 15 -  Digital Object Identifier   10.1109/BMN.2003.1220604

[2] Global Environmental MEMS Sensors (GEMS): A Revolutionary Observing System for the 21st Century. John Manobianco, Joseph Dreher, Mark Adams, Randolph J. Evans, Jonathan L. Case, David A. Short. ENSCO, Inc. James Bickford, Warner Harrison, Chris Yu, Marc Weinberg, Tim Barrows, Amy Duwel C. S. Draper Laboratories Donna Manobianco, Mano Nanotechnologies, Research, & Consulting
Dana Teasdale, Kristofer S.J. Pister Dust Networks, Inc. Mel Siegel, Carnegie Mellon University Jordin Kare, Kare Technical Consulting 19 October 2004 NIAC 6th Annual Meeting (Seattle, WA)

[3] Using Large Ensembles of Low-Cost Lagrangian Drifters for Tropical Cyclone Analysis & Forecasting  John Manobianco, Joseph G. Dreher, Mark L. Adams, and Jonathan L. Case ENSCO,Inc. 
21 March 2006 60th Interdepartmental Hurricane Conference
(Mobile, AL)

 


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sabato, 29 marzo 2008

Porta a Porta: autogol di Stefano Montanari




Fonte: stefanomontanari.net
Autogol
Scritto da Stefano Montanari
  
venerdì 28 marzo 2008

 Non potrò certo dire che non lo sapevo. Giuliano Ferrara, molto più scafato di me, se non altro perché a quella genia appartiene geneticamente da sempre, aveva saggiamente optato per non perdere tempo in pagliacciate del genere. Io ci sono cascato. Del resto, se non lo avessi fatto, mi sarebbero saltati tutti addosso dicendo che è vero che i mezzi d’informazione c’ignorano, però, se quando capitano le rarissime occasioni io non le colgo al volo… E va bene, sono andato da Vespa e mi sono seduto nel suo salotto mediatico.

La farsa (pardon, la trasmissione) dura 90 minuti. Si era in cinque ospiti e, dunque, togliendo qualcosa per il conduttore, poteva essere lecito pensare che un quarto d’ora a testa sarebbe stato equamente disponibile per ognuno. Ormai abituato come sono a concentrare concetti anche complessi, quel quarto d’ora me lo sarei fatto bastare. Ma qui entra l’arte perversa del conduttore. Tra i cinque (di cui quattro invitati con il mal di pancia e uno, anzi, una, “con grande piacere”) troneggiava Daniela Santanché, una sorta d’ingrediente nella ricetta dell’aria fritta fisso quanto lo è il glutammato nella cucina cinese, e l’ineffabile Vespa, ben conscio del suo ruolo di anfibio guardiano di quella che oggi si chiama casta e che, se ti comporti secondo le regole interne, ti dà di che vivere e prosperare, ha fatto ciò che facevano i boys di Wanda Osiris di antica memoria: si è inginocchiato mentre quella scendeva dalla scala somministrando pillole di anteguerra, le ha regalato tutto il fulgore del proscenio, tutto il tempo che quella aveva capriccio di arrogarsi per diffondersi in un petulante chiacchiericcio e ha fatto ciò che si proponeva: ha lasciato trascorrere quei 90 minuti senza che si toccasse nessuno degli argomenti di reale importanza che si dovevano toccare. Dopotutto,

stuzzicare certi temi significa per forza mettere a repentaglio l’esistenza stessa, granitica ma fondata sulla sabbia, della casta, di cui Vespa e Santanché sono, a diverso titolo, inossidabile parte integrante e, applicando quella legge di Natura che poi i due ignorano in altri contesti, non vanno certo ad inquinare l’ambiente in cui vivono, ben sapendo che una goccia di velenosa consapevolezza nella testa di chi oggi li mantiene li condurrebbe all’inesorabile estinzione. E, allora, fino a che non ci sveglieremo tutti dall’anestesia, becchiamoci queste oscene esibizioni di regime.

Che cosa avrei potuto dire se Vespa non mi avesse vigliaccamente innervosito (e io ci sono cascato), fastidiosamente, maleducatamente e prepotentemente interrotto ad ogni piè sospinto con idiozie pretestuose (vedi un presunto litigio con Beppe Grillo, un pettegolezzo che, comunque, non si vede che rilevanza avrebbe), non avesse provveduto in ogni modo a sviare ogni mio tentativo d’impostare un discorso, non avesse servilmente concesso alla Santanché di agitarsi e d’invadere il mio poco tempo e non avesse usato la complicità di due giornalisti che parevano usciti dalla penna di Gogol (vedi uno sproloquio nonsense sul senatore Rossi e l’inadeguatezza intellettuale e culturale di capire che diavolo proponga la lista PER IL BENE COMUNE)?

Intanto avrei potuto spiegare che, a nostro parere, nel momento attuale, le divisioni ideologiche basate su filosofie astratte fanno parte dell’archeologia, sono anacronisticamente fuori luogo e distolgono l’attenzione da un mondo che si è avviato ad un periodo di crisi tanto profonda quanto facilmente prevista, ma che ci coglie impreparati grazie all’incapacità di chi ci dovrebbe guidare.

Dunque, la politica, intesa nella sua sola accezione corretta di conduzione della casa comune, non può che essere volta oggi a reggere la tempesta in cui ci stiamo inoltrando e che è ancora lontana dall’aver mostrato tutta la sua violenza. Le grottesche elucubrazioni del duetto Vespa-Santanché sulla logica disastrosa della spartizione dei voti e sulla composizione degli schieramenti, invece, ci ripiombavano nella palude della “democrazia” italiota intesa come furbescamente la intende Vespa. Avrei detto che quando una classe politica ha dato così triste prova di sé succhiando il sangue di un’intera nazione per decenni dandole in cambio non un più o meno neutro nulla (magari!) ma lo sprofondamento nel fango di una democrazia subdolamente negata dall’annientamento sistematico ed arrogante della Costituzione, un posto di retroguardia nell’ambito tecnologico, una posizione vergognosa nella classifica della libertà d’informazione e la rovina economica deve essere messa alla porta senza indugi e sostituita da “dilettanti”, intendendo con questo termine chi conduce la casa per solo spirito di servizio. E, a proposito di dilettanti, citerò lo squallore avvilente dell’intervento del giornalista de La Stampa che, con il sarcasmo becero ed arrogante di chi sa di stare sempre e comunque dalla parte di “chi conta”, disse ridacchiando che pareva di stare alla Corrida. Certo, giornalista: io non sono un mestierante a gettone di ciò che lei fa credere, e forse addirittura crede, sia la politica. Io sono un cittadino che vede il suo paese affondare e che cerca in ogni modo di dare una mano per evitare il naufragio. E se lo faccio, sappia che è anche per lei e per chi, come lei e forse peggio di lei, crivella di buchi questa barca. Avrei detto che la nazione prospererebbe se solo non incenerissimo le nostre risorse. E qui sarebbero entrati i “termovalorizzatori”, come li chiamano coloro che si nutrono di mondezza, che mantengono nel lusso l’intera casta fornendo pure clienti al divino Veronesi.Sarebero entrati i due miliardi di Euro fatti sparire nei giochi di prestigio dell’immondizia di pertinenza bassoliniana senza che nessuno ne chieda la restituzione. Sarebbero entrate le auto blu (ne abbiamo 562.000 contro le 50.000 della Germania e le 70.000 degli USA e PER IL BENE COMUNE chiede di metterne all’asta mezzo milione ricavandone un tesoretto immediato di almeno cinque miliardi di Euro e un risparmio enorme in seguito). Sarebbe entrata l’Alitalia condotta da dementi per decenni senza che nessuno della casta alzasse un dito (si può tranquillamente fare a meno di una compagnia bandiera: gli USA, per esempio, non ce l’hanno). Sarebbe entrata la TAV che fa risparmiare un pizzico d’incomodo a qualche passeggero che va da Torino a Trieste e ne lascia milioni tutti i giorni a cercare di sopravvivere negl’ignobili carri bestiame delle FS (e io ne so più di qualcosa).

Poi avrei detto che vogliamo che l’IVA sia detraibile per tutti, in modo da porre un freno potentissimo all’evasione fiscale; avrei detto che pretendiamo che la prevenzione sia quella primaria per evitare che la gente si ammali o che gli operai schiattino sul lavoro; avrei detto che gli enti di controllo che non controllano vanno riformati o chiusi; avrei detto che, se non rimettiamo mano seriamente sulla scuola, partoriremo una classe dirigente di analfabeti (cosa che stiamo già facendo), magari addirittura peggiore di quella che ci affligge oggi (!); avrei detto che la TV di stato, quella che paghiamo tutti, deve essere informazione di servizio mentre è di fatto strumento di chi non perde occasione per mungerci anche se le nostre mammelle sono armai rinsecchite, e per questa opera devastante si serve d’ignobili zerbini che, come dice qualcuno, non inciampano mai perché strisciano. E mi sarei fermato nell’elenco quando il mio quarto d’ora fosse arrivato a scoccare.

Invece ci siamo sorbettati la miliardaria Santanché la quale, in un rivoltante rigurgito di demagogia, proponeva uno stipendio di 1.200 Euro al mese ai parlamentari, tacendo sul fatto che gli emolumenti dei politici sono una nanoparticella nel mare magnum delle spese da manicomio che noi, carne da macello, dobbiamo sobbarcarci e che servono a tanti personaggi per sedere indefessamente al tavolo delle spartizioni.

Insomma, una cocente delusione, fortunatamente mandata in onda ben fuori dalla fascia protetta, per aver toccato ancora una volta con mano quanto incancrenito e capillarmente ramificato sia questo potere parassita che ci soffoca, quanto pesante sia questa zavorra che ci trasciniamo come muli silenziosi, e come difficile sia risvegliare dal torpore anestetico chi si è assuefatto al sistema senza accorgersi ormai più che con quell’assuefazione non si sta solo suicidando ma deruba i suoi figli di quanto è loro. Eppure, basta un tratto di matita su una scheda elettorale per mandare al diavolo tutti e tornare padroni della nostra dignità.

La consolazione è quella di vedere come la gente abbia colto la situazione, è quella di vedere come si sia accorta che la spudoratezza con cui io sono stato trattato, e con me PER IL BENE COMUNE e con noi tutta la nazione che ha diritto almeno ad essere informata sia stato un clamoroso autogol di Vespa e di tutta la casta che in quel momento stava rappresentando. Se vogliamo, possiamo voltare pagina.


***
La puntata intera è visionabile a questo indirizzo cliccando su "Noi corriamo da soli".
Su segnalazione di Alessio,
gli interventi degni di nota di Montanari si trovano ai minuti:
Da 22.50 a 36.20
Da 1.02.25 a 1.05.30
Da 1.26.20 a 1.28.00

Su YouTube è possibile visionare le parti della puntata che riguardano Monatari:
Parte 1 - Parte 2 - Parte 3

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Articolo di Marco Cedolin pubblicato su luogocomune.net:

Porta a Porta
Mercoledì sera intorno alle 23 sono stato carezzato dall’insana idea di spegnere il computer ed accendere la TV per introdurmi di soppiatto (almeno così credevo) nel salotto chic di Rai uno dove Bruno Vespa aveva invitato, fra gli ospiti di una serata in tema elettorale, due candidati che conosco personalmente. L’ultima volta che ho votato erano da poco finiti gli anni del liceo e la mia tessera elettorale resterà ancora a lungo ad impolverarsi in qualche recondito andito, perlomeno fino a quando votare significherà legittimare questa dittatura travestita che è la democrazia rappresentativa, però confesso che la presenza nel “salottino buono” di Stefano Montanari e Renzo Rabellino m’incuriosiva e stimolava la mia fantasia.

Montanari, direttore scientifico del laboratorio di nanodiagnostica di Modena, è un medico “tutto di un pezzo” grande esperto nel campo delle nanoparticelle e figura di riferimento per chiunque (come me) abbia avuto occasione di scrivere libri che trattano di rifiuti ed inceneritori. E’ entrato in politica solo qualche settimana fa ma ho letto attentamente il programma del suo partito, basato su una critica molto articolata al sistema delle grandi opere. Come potrei privarmi della soddisfazione di vedere Montanari che mette al tappeto Vespa dimostrandogli con dati incontrovertibili che gli inceneritori sono dannosi per salute, devastanti per l’ambiente e totalmente privi di senso dal punto di vista economico?

Rabellino è in politica da alcuni anni, lo ricordo molto preparato e spregiudicato, veloce di lingua ed abile oratore. A stendere il programma del suo partito ha collaborato un mio caro amico, ho avuto occasione di leggerlo più volte, si parla di opposizione al TAV, di signoraggio, di morti sul lavoro, di risparmio energetico e di critica alla globalizzazione. Perché mai dovrei negarmi il piacere di assistere alla scena in cui Rabellino lascia Vespa senza parole ...

... introducendo su Rai uno un argomento tabù come il signoraggio? E se poi tutti e due riuscissero ad esternare il loro pensiero sulla truffa del TAV il mio piacere aumenterebbe in maniera esponenziale.

Alle 23 la mia fantasia viene intaccata una prima volta perché su Rai uno anziché Porta a Porta sta iniziando il secondo tempo della partita della nazionale in terra di Spagna, così mi rassegno a lasciare la TV accesa mentre mi rimetto al computer per finire di scrivere una cosetta che avevo lasciato a metà. Il salotto di Vespa apre i battenti solo abbondantemente dopo la mezzanotte, quando la maggior parte degli italiani che guardano la TV sono già scivolati sotto le lenzuola, ostaggi di una sveglia che suonerà comunque troppo presto.

In studio oltre ai miei due “amici”sono presenti la Santanchè (che in barba alla par condicio è onnipresente come il prezzemolo e compare in tutti i programmi TV) un candidato liberale e il rappresentante del partito disabili. Faranno la loro comparsa dopo poco Marcello Sorgi della Stampa ed un giornalista del Giorno di cui (forse per lo shock subito) per quanto mi sforzi non mi riesce di ricordare il nome.

Dopo i saluti di rito la Santanchè monopolizza immediatamente la serata (o forse data l’ora definirla nottata sarebbe più congruo) imbeccata da Vespa che le chiede di rendere conto riguardo ad alcune sue dichiarazioni aventi per oggetto l’eventualità di un suo appoggio a Berlusconi. C’è giusto il tempo per qualche esternazione del candidato liberale ed ecco Sorgi che suona alla porta e si accomoda nel salotto. La sua prima domanda è rivolta alla Santanchè che avrebbe dichiarato di appoggiare Berlusconi ma cadrebbe in contraddizione perché aveva testé affermato che il Cavaliere posiziona le donne in maniera orizzontale. Il senso della discussione in verità mi sfugge e il pensiero tende più volte a rifuggire fra i meandri dell’inconscio mentre, la Santanchè si profonde per un quarto d’ora buono in un profluvio di parole dal quale si riesce ad evincere che Berlusconi era un’ottima persona ma poi è cambiato essendo stato fuorviato nel corso del suo cammino dalla presenza di cattive compagnie.

E’ ormai scoccata l’una quando finalmente Vespa manda in onda un filmato liofilizzato in un paio di minuti che dovrebbe presentare Stefano Montanari ed il suo partito. In realtà dal video si evince solamente che lui è un medico che una volta entrato in politica avrebbe litigato con Beppe Grillo e si accompagna con l’ex Senatore Rossi colpevole di essere comunista ed aver fatto cadere il governo Prodi rifiutando di votare le missioni militari all’estero. Terminato il filmato Montanari tenta di spiegare che lui con Grillo non ha mai litigato, ma Vespa ostentando aperta contrarietà afferma che la redazione non s’inventa le schede degli ospiti per cui quanto prima darà prova del litigio. Montanari prova poi a spiegare la ragione della sua presenza in politica ed a tratteggiare il programma del suo partito ma l’impresa risulta più difficile di un’ascensione sull’Everest in quanto viene interrotto sistematicamente ogni 15 secondi da Vespa, spalleggiato nell’opera di disturbo dalla Santanchè e da Sorgi. Si ribella, chiede di poter parlare almeno un minuto di fila ma non la spunta e Vespa gli toglie la parola.

L’una è passata da un pezzo quando parte il filmato di presentazione di Renzo Rabellino, così veloce da sembrare uno spot pubblicitario. Guardandolo si capisce che lui ha fatto parte della Lega, il suo partito usa un simbolo che richiama alla mente Beppe Grillo il quale ha già dichiarato di essere estraneo alla cosa, il programma prevede un reddito garantito per tutti dalla nascita alla morte senza lavorare. Rabellino prova subito a spiegare che in realtà non si tratta di un reddito garantito senza lavorare e quel punto non compare neppure nel programma, ma Vespa più contrariato che mai dice che la redazione non se l’è certo inventato, mentre la Santanchè inizia a fare dell’ironia disquisendo di quella meritocrazia la cui esistenza comporterebbe la sua immediata epurazione dai palinsesti TV.

In effetti nel programma di Rabellino neppure io avevo visto la citazione del reddito garantito senza lavorare, ma comunque perché dovrebbe essere così sconvolgente di fronte a Veltroni che promette di raddoppiare pensioni e salari o Berlusconi che “regala” milioni di posti di lavoro? Ma degli inceneritori, del signoraggio e del TAV quando si parla?

La palla è tornata alla Santanchè che restando in tema di promesse propone di ridurre a 1200 euro mensili gli stipendi dei parlamentari, così non dovrà vergognarsi quando cammina in mezzo alla gente, dimenticando che anche se sottopagato chi governasse male sarebbe costretto a vergognarsi comunque e non solo in mezzo alla gente.

E’ ormai notte fonda quando Vespa ritorna da Montanari porgendogli il testo di un suo articolo che dimostrerebbe l’avvenuto litigio con Beppe Grillo, Montanari sostiene con veemenza che nel testo non si accenna a litigi, la discussione si fa più accesa fintanto che Montanari si vede costretto a prendere in mano il cellulare per tentare di chiamare Grillo in persona (senza trovarlo)affinché convinca Vespa del fatto che non hanno litigato.

Adesso è la volta di Rabellino al quale Vespa porge il punto del programma incriminato prelevato direttamente dal suo sito. Rabellino spiega che si tratta di un vecchio programma non di quello che riguarda questa campagna elettorale (ecco perché non c’era) e Vespa s’infuria più che mai arrivando a catechizzarlo con un gesto quanto mai eloquente. Rabellino prova allora a parlare di signoraggio (che sia il momento buono?) ma il resto della compagnia sta già discorrendo d’altro e gli viene tolta la parola.

Quando l’attenzione torna su Montanari è solo per domandargli come mai se lui è un liberale sta con Rossi che è un comunista, lui cerca di spiegare che le cose importanti sono altre, ad esempio il fatto che sul pianeta rischiamo l’estinzione, ma Vespa e Sorgi insistono, un liberale ed un comunista no è impossibile.

Adesso si parla dei problemi seri, di Alitalia e di chi appoggerà Veltroni o Berlusconi una volta eletto. L’ultima volta che la parola viene data a Montanari e Rabellino è solo per una domanda secca su questi temi, loro tentano con un eroico colpo di reni di parlare del loro programma ma Vespa è perentorio: “cos’è meglio per Alitalia? Air France o una cordata italiana?” una risposta sola, “chi appoggerete una volta eletti? Veltroni, Berlusconi o nessuno?”

Sembra di assistere ad un programma di quiz, mentre tristemente si chiude il sipario e prendo pienamente coscienza di quanto insana sia stata la mia decisione di accendere la TV.

L’informazione in Italia praticamente non esiste ed è stato folle pensare che su Rai uno si potesse parlare seriamente di signoraggio, TAV ed inceneritori. Non invidio i miei “amici” che stoicamente hanno tentato di farlo, ma li ringrazio comunque perché l’emozione provata con la fantasia è stata davvero impagabile.

Marco Cedolin

 

pubblicato da roxse | link | commenti (2)
categorie: politica, economia, video, attualità

Zeitegeist a Rebus

Il documentario Zeitegeist trasmesso in tv, a Rebus.
 
Fonte: http://archivio.odeontv.net/rebus_archivio.htm

 visualizza la puntata di Venerdì  28 marzo 2008 ore 21:30

Zeitgeist, la più grande storia mai raccontata? Dopo il grande interesse suscitato dalla puntata dedicata al documentario di Zenone Sovilla, Rebus trasmette gli ultimi scampoli del film “Civiltà bruciata”. Dopo inizieremo a dedicarci al lungometraggio di inchiesta “Zeitgeist” di Peter Joseph. Si tratta di un’opera liberamente scaricabile da internet, all’indirizzo http://zeitgeistmovie.com/, incentrata su tre grandi capitoli: la storia delle religioni, l’analisi dei tragici fatti dell’11 settembre 2001, l’analisi dell’ipotetico cartello bancario internazionale che sarebbe all’origine del “signoraggio” e non solo. Nel corso della trasmissione ci sarà anche un intervento telefonico da Los Angeles di Massimo Mazzucco, autore del sito di informazione Luogocomune.net e dei documentari “Inganno globale” e “Nuovo secolo americano”. In questa prima puntata dedicata a Zeitgeis verrà trasmesso il primo capitolo incentrato sulla storia delle religioni. Il lungometraggio è in inglese con i sottotitoli in italiano curati da Luogocomune.net. Ci sarà spazio anche per parlare di complottismo.


Venerdì  4 aprile 2008 ore 21:30

Zeitgeis, 11 settembre e signoraggio? Rebus dedica ancora una puntata a “Zeitgeist” di Peter Joseph, trasmettendo i capitoli relativi all’11 settembre 2001 e al signoraggio. Il documentario è in lingua inglese con i sottotitoli in italiano curati da Luogocomune.net di Massimo Mazzucco.

pubblicato da roxse | link | commenti
categorie: ambiente, attualità, 11 settembre
giovedì, 27 marzo 2008

Possedere il tempo

Documentario di Discovery Science sulla manipolazione climatica.


pubblicato da xdoom | link | commenti (1)
categorie: video, cambiamento climatico, scie-nza

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